3 strategie per aumentare la resa della batteria

Se la batteria viene trascurata, il rischio di rimanere a piedi è alto e aumenta ancora di più con il freddo. Ecco tre mosse base per evitarlo.

Gaia Mutone
18/12/2017
Consigli
Nessun commento

Secondo un recente studio tedesco, quasi il 40% dei problemi di tutte le auto è riconducibile alla batteria. Non solo, pare che noi italiani siamo i più indisciplinati. Quelli che la trascurano maggiormente e che non pianificano i controlli minimi di manutenzione per preservarne le prestazioni nel tempo.

È invece utile ricordarsene adesso perché è proprio con le basse temperature che si moltiplicano i disagi e aumenta il rischio di rimanere a piedi. Sebbene anche il caldo torrido non le faccia proprio bene, il freddo mette infatti la batteria particolarmente alla prova perché il frequente ricorso al sistema di riscaldamento (e non solo a quello) la sollecita di continuo richiedendo un grande dispendio di energia.

Ovviamente il freddo non è l’unico fattore che contribuisce al suo deterioramento. Contribuiscono forse ancora di più uno scarso utilizzo della vettura inteso come periodi in cui la macchina rimane totalmente ferma o anche l’utilizzo per tragitti brevi, che non offrono tempo sufficiente alla batteria per ricaricarsi e compensare il dispendio di energia generato dall’attivazione dei vari dispositivi. Sistemi che diventano sempre più numerosi perché le vetture disponibili sul mercato sono sempre più elettroniche.

Ecco perché è necessaria qualche attenzione in più, in tutte le stagioni.

Quando controllare la batteria

Per mantenere la batteria in carica, l’ideale sarebbe effettuare un viaggio lungo almeno una volta al mese. Il controllo regolare della batteria dovrebbe invece avvenire almeno una volta l’anno in un’officina specializzata (cercala qui), dove è possibile verificare lo stato dell’impianto elettrico e individuare eventuali dispersioni o sovraccarichi.

In generale, però, prima di finire in officina, ci sono alcuni segnali che dovrebbero insospettirti e spingerti ad anticipare la manutenzione. È il caso dei seguenti malfunzionamenti:

  • macchina che non parte (e questo è semplice da individuare…);
  • le spie restano accese o si accendono e spengono in maniera anomala;
  • difficoltà con l’inserimento dell’antifurto;
  • guida molto faticosa con l’accensione del condizionatore.

Quando invece non riscontri alcuno di questi segnali, restano valide alcune accortezze che richiedono pochi minuti, poco dispendio di soldi ma che risultano di grande efficacia preventiva.

#1 Misurare il livello di amperaggio/voltaggio

Tra le dotazioni basiche dell’automobilista che non vuole rimanere a piedi c’è un apparecchietto molto semplice ma molto efficace: il multimetro. Detto anche “tester multimetro”, consente con poca spesa di misurare i diversi valori di una sorgente elettrica. Quindi anche l’efficacia della batteria di un veicolo.

Questa la procedura a motore spento. Una volta collegati al dispositivo il polo positivo e quello negativo e dopo aver settato il multimetro sulla misurazione della corrente continua sul limite dei 20 V (tanto basta alla batteria), questo è ciò che potrebbe venire fuori:

  • Batteria nuova e in stato ottimale: valore tra 12,5 e 13 V
  • Batteria da ricaricare (potrebbe lasciarti a piedi): tra 12 e 12,5 V
  • Batteria da cambiare (ti lascia sicuramente a piedi): valore < 12 V
  • Batteria di cinque anni: cambiala comunque

Se sai come ricaricarla, abbi cura di non scaricarla mai del tutto prima di ricaricarla. Una batteria completamente scarica non potrà più ripristinare la reazione chimica che avviene al suo interno. Quindi attenzione se decidi di fare da solo.

Attenzione: il valore del voltaggio non deve essere troppo basso ma nemmeno il contrario. Se risulta troppo alto (circa 14,6 V o più) rivolgiti ad un professionista. La batteria potrebbe danneggiarsi e generare troppo calore. Solitamente per colpa di un livello dell’elettrolita troppo basso.

#2 Il rabbocco con l’acqua distillata

Rabboccare la batteria con acqua distillata è un’ottima strategia per aumentarne la resa e la durata. Questa operazione, che è possibile effettuare solo se la batteria in questione è provvista di apposito tappo ed è del tipo tradizionale, serve a ridurre sensibilmente il fenomeno dell’autoscarica.

Fenomeno che si verifica quando il livello dell’elettrolita si abbassa troppo lasciando scoperte le piastre e causando l’ossidazione per contatto con l’aria. Si ha autoscarica anche quando la concentrazione di acido solforico nell’acqua aumenta troppo con l’effetto di deteriorare il materiale conduttivo e innescare un corto circuito che rende inservibile l’accumulatore. Per questo si rabbocca il livello dell’acqua.

Una volta chi ci si è procurati un cacciavite, un paio di guanti, un po’ di acqua distillata e un imbuto si procedere come segue:

  1. Spegni la macchina, apri il vano motore per accedere alla batteria e solleva la protezione di plastica (se presente) posta sui tappi;
  2. Con l’aiuto del cacciavite e con i guanti, svita i tappi di accesso al carico di acqua;
  3. Aiutandoti con il piccolo imbuto versa molto lentamente l’acqua nelle apposite celle. È consigliabile non procedere con fretta perché solitamente le batterie ricaricabili assorbono l’acqua lentamente;
  4. Controlla il livello: quello giusto è poco sotto il filo del tappo, circa un centimetro;
  5. Chiudi tutto avendo cura di riposizionare correttamente i tappi e l’eventuale copertura di plastica.

UNA PRECISAZIONE. Si utilizza l’acqua distillata e mai quella del rubinetto perché quest’ultima contiene minerali e residui di vario tipo che con l’evaporazione dell’acqua si depositerebbero sulle piastre degradandole anzitempo. L’acqua distillata è invece priva di residui ed è l’unica in grado di assicurare una efficace reazione chimica e mantenere in buone condizioni la batteria.

ATTENZIONE! Se il sigillo è in plastica ed è blando, può essere smontato in modo da avere accesso ai tappi sottostanti. Se invece i tappi non ci sono è fortemente sconsigliato manomettere la batteria. Se anche fosse possibile, quando si tratta di “fai da te”, bisogna evitare nel modo più assoluto di rabboccare l’acido. Il tappo dell’acido va anzi lasciato sigillato e integro perché l’acido è tossico e può corrodere vestiti o danneggiare la vista se manipolato in maniera incauta. Meglio non toccare nulla a mani nude e non avventurarsi in operazioni delicate e pericolose.

# Pulire gli elettrodi e i morsetti

Oltre alla misurazione del voltaggio e al rabbocco dell’acqua, un’altra cosa che puoi fare è controllare periodicamente morsetti e poli perché dal loro stato dipende il corretto propagarsi del segnale di accensione.

Per verificare che tutto sia ok, ti basterà aprire il cofano della macchina e guardare se attorno ai poli ci sono incrostazioni e residui di ossidazione. In caso affermativo, basterà fare un po’ di pulizia strofinando poli e morsetti con una spazzola di ferro.

Attenzione però. Prima di effettuare qualunque operazione con la batteria, assicurati di conoscere tutte le implicazioni. Ricorda, infatti, che se scolleghi la batteria avrai bisogno del codice per poter riconfigurare correttamente i dispositivi elettronici (anche la semplice autoradio o l’antifurto) una volta ricollegata. Prima di procedere, quindi, leggi bene il libretto di uso e manutenzione della macchina. Specialmente se è nuova e non hai mai fatto questa operazione.

Il consiglio in più: Una volta rimessi i morsetti al loro posto, applica del grasso o della pasta di rame intorno ai poli. In questo modo ridurrai la formazione di ulteriore ossido e migliorerai la conduttività.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GLI ULTIMI ARTICOLI

LE ULTIME INTERVISTE

Non accontentarti del lavoro a regola d’arte. Pretendi sicurezza.

Due chiacchiere con Orazio, il titolare del Centro Servizi Di Pietro, per scoprire che un “lavoro a regola d’arte” non basta più. Scopriamo perché.

CONTINUA
Il motto di Ennio Bozzato: «Semplice, risolviamo!»

Intervista al titolare della Carrozzeria Bozzato di Teglio Veneto.

CONTINUA