Candele, come funzionano e quando vanno sostituite

Come sono fatte, a cosa servono e come capire che è tempo di cambiarle.

Gaia Mutone
19/07/2017
Consigli
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Piccole, apparentemente fragili ma fondamentali. Le candele di accensione hanno una funzione cruciale: incendiare la miscela di aria e benzina (nei motori a diesel è diverso) contenuta all’interno della camera di scoppio attraverso una piccola scintilla che scocca tra i suoi elettrodi.

Come accade per la batteria, se le candele non si trovano in stato ottimale l’avviamento del motore diventa molto difficoltoso, a volte addirittura impossibile. Tenerle sotto controllo costante, quindi, è un altro pezzo di un programma di manutenzione intelligente che si rispetti. Un programma che, ad esempio, dovrà tenere conto delle corrette tempistiche di sostituzione.

L’operazione di sostituzione delle candele non è impossibile da fare da soli ma richiede un bel po’ di precisione, attenzione e manualità. Idem per la pulizia degli elettrodi. Se, invece, non vuoi correre rischi ti consigliamo comunque di affidarti sempre ad un professionista che potrà assisterti con le attrezzature necessarie.

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 Qui intanto ti raccontiamo com’è fatto questo importante componente e cosa devi sapere per metterti in condizione di guidare un mezzo sicuro.

Come sono fatte le candele

La candela è un componente elettrico ed è avvitata direttamente nei cilindri del motore. In linea di massima, le sue componenti sono nove:

  1. Attacco o Connettore: è il terminale al quale viene collegata la pipetta del cavo candela (che la collega alla bobina).
  2. Cilindro in ceramica: garantisce l’isolamento elettrico e trasferisce il calore verso la testa del motore.
  3. Coste: impediscono la scarica dell’alta tensione sulla massa del motore.
  4. Guarnizione anulare: impedisce la fuoriuscita di gas di combustione e aiuta lo scambio termico. A volte ha una forma diversa.
  5. Guarnizioni interne: sono poste tra corpo metallico e isolatore ceramico, impediscono la fuoriuscita di gas di combustione.
  6. Corpo metallico con filettatura: aiuta la dissipazione del calore di combustione. Può essere di diversi materiali.
  7. Resistore: garantisce la compatibilità elettromagnetica con l’elettronica di bordo.
  8. Elettrodo centrale: è l’elettrodo dal quale parte la scintilla. Può essere di diversa forma e dimensione.
  9. Elettrodo di massa: è l’elettrodo sul quale si scarica la scintilla.

Sono davvero tutte uguali?

Non proprio. I componenti di base restano sostanzialmente gli stessi, ma se acquisti e monti da solo delle candele di cattiva qualità o con il codice sbagliato, queste finiranno per generare problemi e causare mancate accensioni, i cosiddetti “vuoti”. Candele per motori a 8 o 16 valvole…

Ne esistono di vari tipi. Ci sono, ad esempio, candele che hanno differenti capacità di dissipare il calore (la parte in ceramica), candele che hanno anche quattro elettrodi, e altre ancora che sono realizzate in platino, iridio ecc.

Quando sostituire le candele

Le tempistiche di sostituzione sono riportate sul manuale d’uso e manutenzione della vettura. Possono variare sensibilmente, a seconda della casa costruttrice e dei materiali, ma generalmente è un intervento che si effettua ogni 40mila-60mila km.

Le candele vanno sostituite perché chilometro dopo chilometro gli elettrodi si consumano. Scintilla dopo scintilla si assottigliano andando ad allargare lo spazio tra loro (il cosiddetto gap) e non sono più in grado di scoccare la scintilla.

Se hai dubbi sull’opportunità di sostituire le candele secondo le giuste tempistiche ti conviene pesare a questo semplice dato. La scintilla che viene scoccata tra i due elettrodi può raggiungere circa 30.000 Volt. Se calcoli che in un minuto vengono scoccate dalle 500 alle 3500 scintille, puoi avere un’idea dello stress al quale sono sottoposte queste componenti elettriche fondamentali.

Il cavo candela, il jolly da non trascurare

La scintilla scocca perché dalla bobina arriva corrente ad alta intensità. A portare questa corrente dalla bobina alla candela è lui: il cavo candela (uno per ogni cilindro).

È formato dalla pipetta, la parte sulla quale si monta la candela stessa, e dal cavo vero e proprio, quello che si connette alla bobina. Quando il rivestimento in plastica del cavo non è in buone condizioni, è vecchio, irrigidito e presenta delle crepe, un po’ di corrente si disperde con il risultato che alla candela non arriva a quella giusta intensità che permette di far scoccare la famosa scintilla.

Ecco perché anche il cavo andrebbe controllato (ed eventualmente sostituito) con regolarità.

Cosa cambia nei motori diesel

I motori diesel sono detti ad autoaccensione. Vuol dire, cioè, che il gasolio si accende da solo grazie alla pressione e alla elevata temperatura alle quali si trova, senza bisogno di alcuna scintilla.

I motori di questa tipologia sono invece dotati di candelette, delle resistenze elettriche che restano accese solo per alcune frazioni di secondo e che hanno il compito di riscaldare la camera di scoppio quando il motore è freddo. Quando il motore è partito, invece, non lavorano più.

 

 

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