Attento al parcheggio: puoi essere accusato di violenza privata

La Cassazione ha confermato la condanna penale ad un automobilista che avendo parcheggiato troppo vicino ad un’altra auto, aveva limitato la libertà di azione di chi stava dentro l’abitacolo.

Emanuela Maisano
04/12/2017
Guidare meglio
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A chi non è mai capitato di lasciare l’auto in un parcheggio talmente stretto da dover improvvisare numeri da contorsionismo per uscire dall’abitacolo?
Diciamoci la verità, il più delle volte la contentezza di aver trovato parcheggio ci porta ad accettare anche il fatto di uscire dalla portiera opposta, in quanto dalla nostra non riusciremmo.
L’hai fatto anche tu, vero? 🙂
Ecco, se capitasse ancora questa situazione, d’ora in poi pensaci due volte perché potresti ritrovarti imputato in un processo penale. Così ha stabilito di recente la Corte di Cassazione nella sentenza numero 53978/2017, identificando nei confronti dell’automobilista il reato di violenza privata.

I fatti

Un cittadino di Messina è stato portato davanti al giudice perché ha parcheggiato troppo vicino ad un’altra auto non permettendo al conducente di quest’ultima di scendere dal suo lato (costringendolo, quindi, a scendere dal lato passeggero). Un’impossibilità dettata anche dal fatto che il conducente “privato” della libertà non aveva nemmeno modo di spostarsi con la propria auto, in quanto circondata da altri veicoli parcheggiati dietro e davanti, oltreché di lato.
La Corte d’Appello ha confermato la sentenza emessa in primo grado, sottolineando che il requisito di violenza si identifica «in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e azione».
A nulla è servito il ricorso del messinese in Cassazione, la cui Corte ha ulteriormente ribadito che “con tale condotta il ricorrente ha pesantemente condizionato la libertà di autodeterminazione e movimento della persona offesa”.
Non è la prima volta che la Cassazione si pronuncia su questioni del genere. E allora, a maggior ragione è opportuno fare più attenzione quando parcheggi troppo in prossimità di altre auto, per evitare di incorrere in sfiancanti vicende giudiziarie.

A proposito di parcheggio…lo sapevi che?

Approfittiamo di questi ultimi fatti di cronaca per ripassare insieme le normative più importanti in tema di parcheggio. Non puoi parcheggiare:

  • in corrispondenza dei passaggi a livello e sui binari ferroviari e tranviari
  • nelle gallerie
  • sui dossi
  • in curva
  • in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali e semafori
  • sulle strisce pedonali passaggi
  • sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle stesse
  • sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione
  • allo sbocco dei passi carrabili
  • negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus
  • sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite
  • sulle banchine, salvo diversa segnalazione
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici
  • nelle aree pedonali urbane
  • nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati
  • negli spazi dedicati a impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica
  • davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani
  • (limitatamente alle ore di esercizio) in corrispondenza dei distributori di carburante che si trovano sulla sede stradale, ed in loro prossimità sino a 5 metri prima e dopo le pompe

Queste sono solo alcune delle ipotesi individuate dal Codice Della Strada, rispettandole eviterai multe e sanzioni. Ma ricorda, sapere dove è concesso e dove è vietato parcheggiare è un obbligo dell’autista, oltre che un dimostrazione di civiltà nei confronti della cittadinanza.

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