Seggiolini utilizzati male e auricolari: i pericoli per i più piccoli

È allarme sicurezza stradale per i giovani e i giovanissimi. Sotto accusa i seggiolini non utilizzati e gli auricolari nelle orecchie mentre si attraversa la strada. A piedi o in bicicletta.

Gaia Mutone
24/11/2017
Sicurezza
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Ormai è una scena molto comune sulle nostre strade. Adulti, giovani e giovanissimi che attraversano la strada con le cuffiette nelle orecchie incuranti del traffico, dei segnali o dei pericoli circostanti. Magari impegnati in una conversazione telefonica, nell’ascolto di un podcast, di una playlist musicale o di una nota vocale su WhatsApp, croce e delizia di molti.

Una serie di comportamenti che se da un lato sono diventati la normalità, usi irrinunciabili e a volte inconsapevoli degli onnipresenti smartphone, dall’altra costituiscono un fattore di rischio drammaticamente sottovalutato quando si è in strada. A piedi o in macchina.

Per questa ragione i vari osservatori sulla sicurezza stradale hanno recentemente lanciato un nuovo allarme invitando tutti ad una maggiore consapevolezza nell’utilizzo di telefonini e di altri device digitali.

A confermare le preoccupazioni, legate a diversi fattori, sono anche le statistiche relative all’ultimo anno, che fotografano dodici mesi da dimenticare. Soprattutto per il dato seguente: se è vero che nel complesso diminuiscono le vittime della strada, per adolescenti e bambini avviene esattamente il contrario. Rispetto all’anno precedente è stato registrato un +26% di piccoli coinvolti in incidenti stradali, il 30% dei quali era a piedi al momento del fatto, con un triste picco nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni.

Ad allarmare, però, sono anche i più grandicelli. Ragazzi e ragazze che ogni giorno si recano a scuola in bicicletta, a piedi con i mezzi pubblici e che tra un cambio e l’altro non prestano attenzione all’ambiente circostante venendo totalmente “rapiti” dalle foto sul telefonino o dalla musica ad alto volume “sparata” nelle orecchie.

Si moltiplicano le iniziative per promuovere l’educazione stradale

Man on pedestrian crossing in autumn, in danger of being hit by car

Fortunatamente qualcosa si muove. Diverse associazioni stanno promuovendo campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e incontri nelle scuole per insegnare prima possibile ai più piccoli le basi del comportamento sicuro. Come si attraversa la strada, il significato dei segnali di pericolo, come funzionano gli incroci, le precedenze alle rotonde ecc. Uno sforzo che coinvolge forze dell’ordine e genitori un po’ su tutto il territorio nazionale.

All’estero poi c’è chi si sta attrezzando più seriamente. Come negli USA, dove ad esempio alcuni Stati hanno già inserito il divieto, con relativa sanzione per i trasgressori, di attraversare la strada guardando il cellulare.

Un provvedimento che prima o poi potrebbe arrivare anche da noi viste le recenti polemiche legate all’obbligo per i genitori di accompagnare i bambini a scuola.

Ma l’allarme riguarda anche i seggiolini e la disattenzione dei genitori

Un po’ di educazione stradale, però, andrebbe somministrata anche agli adulti. Il trend in ascesa che tocca le vittime di giovanissima età si spiega anche come conseguenza di comportamenti scorretti tenuti ancora da troppi genitori che evidentemente ancora non ne comprendono la pericolosità.

Tra le altre cose, le indagini hanno evidenziato una scarsa preparazione sull’utilizzo dei seggiolini in auto e una drammatica sottovalutazione delle cinture di sicurezza viste talvolta come impiccio o impedimento alla libertà dei bambini e non come preziosi dispositivi salvavita. Troppi i casi in cui piuttosto che ascoltare i capricci dei piccoli, i genitori rinunciano ad assicurarli correttamente al sedile o al seggiolino. Un atteggiamento irresponsabile che purtroppo trova riscontro sia nelle statistiche che nei racconti degli stessi carrozzieri affiliati a EuroCar Point.

Auricolari alla guida: sì ma solo a un orecchio

Tornando alla questione auricolari, vediamo di chiarire un aspetto. Com’è noto, chi viene pizzicato alla guida con il telefonino in mano (abitudine che purtroppo è la regola per il 40% dei giovani) è passibile di sanzione. I trasgressori pagano una somma che può andare da 161 a 647 euro con l’aggiunta della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi nel caso lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.

Detto questo, se è vero che l’alternativa è l’utilizzo del viva voce o delle “cuffiette”, è altrettanto vero che il Codice della strada indica un limite preciso.

L’utilizzo del telefonino, dice la legge, è consentito solo con l’uso del viva voce o degli auricolari, purché il conducente abbia «adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie» (art 173). Chi guida deve quindi essere sempre in grado di sentire i rumori esterni e di tenere sotto controllo ciò che accade nell’ambiente circostante. Un principio che, ad esempio, potrebbe spingere un vigile ad elevare una multa ad un conducente colto a parlare al telefono con gli auricolari in entrambe le orecchie perché queste creerebbero un effetto “isolante”.

Ecco che allora la soluzione più sicura è una sola: utilizzare un unico auricolare, quindi in un solo padiglione, in modo da impegnare un solo orecchio nella conversazione e garantirsi la piena libertà dell’altro padiglione. Altro comportamento auspicabile è mantenere il volume dell’autoradio ad un livello moderato. Il principio, come si intuisce, è lo stesso.

In conclusione

Come ripetiamo spesso, pur essendo strumenti straordinari, smartphone e tablet vanno usati con responsabilità. Visti i pericoli derivanti da un loro utilizzo scorretto, la legge ha posto dei limiti e delle sanzioni, ma molto resta da fare sotto il profilo della prevenzione.

Ecco perché non è mai troppo presto per iniziare a fare educazione stradale e non è mai tempo sprecato ricordare agli adulti e ai più piccoli che in strada non si è mai soli. Si è sempre responsabili. Per se stessi e per gli altri.

 

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