Sonnolenza, il killer silenzioso troppo spesso sottovalutato

Perché la sonnolenza è così pericolosa per chi guida e quali sono le strategie per prevenire incidenti dovuti a colpi di sonno o stati di incoscienza momentanei

Gaia Mutone
15/12/2017
Sicurezza
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Dopo l’abuso di alcol, la sonnolenza è la seconda causa di incidente. Nonostante le statistiche dell’Istat vi attribuiscano poco più dell’1% degli incidenti che avvengono sulle strade italiane, alcune recenti ricerche mediche alzano lo stesso dato stimandolo intorno al 20-25% dei casi. E a ragione.

A differenza dello stato di ebrezza o di ubriachezza, infatti, non esistono test in grado di riconoscere e diagnosticare uno stato patologico o pericoloso di sonnolenza. E molto spesso le forze dell’ordine, per mancanza di competenze, non sono in grado di riconoscere un incidente dovuto ad un colpo di sonno. La sonnolenza insomma non è inclusa davvero nelle statistiche e generalmente non è considerata come causa potenziale di incidente. Di qui la drammatica sottovalutazione del fenomeno.

Caratteristiche di un incidente dovuto a “colpo di sonno”

Secondo l’esperienza, gli incidenti causati da sonnolenza avvengono molto di frequente. Si verificano più spesso di notte o nella metà pomeriggio, in ore in cui è più ridotto il livello di vigilanza. Hanno luogo su autostrade o strade statali, dove tolte le ore di punta la guida è più noiosa e la velocità più elevata e costante.

Di solito coinvolgono un solo veicolo, che spesso riporta gravi danni, e chi sta al volante è solo e non fa nessuno sforzo per frenare o per adottare altre azioni per evitare l’incidente.

Quali sono i segni di sonnolenza e chi è più a rischio

Secondo quanto riporta l’AIMS (Associazione italiana di Medicina del Sonno), i test condotti con il supporto di simulatori di guida suggeriscono che gli effetti della sonnolenza sulla capacità di stare al volante sono simili a quelli generati da uno stato di ebbrezza. E in soggetti che non soffrono particolari patologie, la pericolosità aumenta proporzionalmente alle ore di sonno mancanti.

Se dopo 18 ore di veglia la capacità di guida equivale a quella che si avrebbe con una concentrazione di alcol nel sangue pari a 0,5 mg/dl (valore che costituisce il limite di legge in molti Paesi europei, Italia inclusa), dopo una notte insonne la guida è simile a quella che si produrrebbe avendo in corpo un tasso alcolemico pari a 0,8 mg/dl. Con tutte le conseguenze dovute all’abbassamento dei tempi di reazione, visibilità e di manovra.

Non solo, altri test dimostrano che chi soffre di apnee notturne o russa in maniera tale da alterare la qualità del sonno (i pazienti OSAS), presenta delle capacità di reazione ancora più ridotte rispetto a chi assume alcol. Ecco perché il monitoraggio dei propri comportamenti (vedi infografica qui sotto) così come i controlli medici sono essenziali per la prevenzione.

Al di là degli stati patologici, tuttavia, esistono alcune categorie più esposte ad incidenti causati da sonnolenza.

  • Chi dorme poco o ha una cattiva qualità del sonno;
  • Uomini tra 20-25 anni di età (è la fascia d’età più coinvolta);
  • Chi percorre molti chilometri in autostrada. Ecco perché i più esposti sono i guidatori professionisti ed in particolar modo i camionisti;
  • Persone che viaggiano da sole in auto;
  • Lavoratori turnisti, che hanno livelli più elevati di sonnolenza diurna e possono guidare al termine del turno notturno;
  • Chi soffre di disturbi del sonno non diagnosticati o non trattati. Chi soffre di apnee notturne o presenta forte russamento;
  • I soggetti che assumono farmaci chi possono causare sonnolenza;
  • Chi assume alcol, non importa se a stomaco pieno o vuoto.

Esistono modi davvero efficaci per sconfiggere la sonnolenza?

Senza giri di parole, il modo migliore per prevenire incidenti causati da colpo di sonno è agire a monte. In caso di dubbio, se si avverte debolezza prolungata per giorni, si fa fatica a mantenere la concentrazione, si nota distrazione o eccessiva fatica fisica è consigliabile confrontarsi con il medico prima possibile. Potrebbe essere una fase o il segnale che qualcosa non va e dunque l’occasione per indagare in profondità.

Idem se si nota che appena ci si stende su un divano o ci si siede in poltrona o su una sedia ci si addormenta immediatamente. Sono tutti segnali da non sottovalutare mai. Specie se si soffre di patologie croniche e si assumono farmaci in maniera continuativa.

Se invece si è semplicemente affaticati può bastare qualche accortezza in più. Il giorno prima di un viaggio in autostrada è consigliabile andare a letto prima e dormire un po’ in più. Magari viaggiare in compagnia, vestirsi comodi e mantenersi leggeri con il cibo.

Aiutano a mantenersi vigili piccoli accorgimenti come masticare un chewing gum, aprire i finestrini e cambiare l’aria (a proposito: controlla i filtri). Puoi accendere la radio e ascoltare un podcast o qualcosa che ti stimoli ma non ti distragga troppo, parlare con i passeggeri o anche sgranocchiare una barretta ai cereali.

Occhio però: nessuna di queste attenzioni sostituisce i benefici delle giuste ore di sonno. Se si avverte sonnolenza alla guida, ci si deve fermare alla prima area di servizio disponibile. Un breve sonnellino di circa 15 minuti e/o 1-2 tazze di caffè (100-200 mg di caffeina) possono aiutare a ridurre la sonnolenza nel breve termine. Ma occorre comunque tenere presente che anche queste sono soluzioni buone nel brevissimo termine poiché esauriscono gli effetti in poche ore.

In conclusione

A scapito della sua effettiva incidenza, quando si parla di cause di incidente stradale non si parla quasi mai di sonnolenza. Eppure abbiamo visto quanto possa essere pericolosa oltre che assimilabile ad uno strato di ebbrezza nei suoi effetti. La migliore soluzione è la prevenzione e il consulto con il medico qualora fosse necessario indagare ulteriormente, ma nella maggior parte dei casi si tratta di adottare un po’ di semplice buon senso.

Bisogna evitare di sopravvalutarsi mettendosi al volante quando si è particolarmente stanchi e avere la saggezza e l’umiltà di fermarsi quando non ci si sente sicuri.

Stessa cosa quando si beve qualche bicchiere di troppo o quando ci si trova in uno stato alterato, quando si soffre di ansia, nervosismo o si è particolarmente agitati o arrabbiati. Sappiamo quanto possa essere frenetica e difficile la quotidianità, ma in nessun caso vale la pena mettere in pericolo la propria e l’altrui sicurezza.

 

 

 

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